Il restauro del Ritratto della Famiglia Bellelli di Degas

 

                                       La Tela di Degas  durante il  Restauro 

            ©C2RMF/Thomas Clot

 


 

Edgar Degas Ritratto di famiglia, fra il 1858 e il 1869
Olio su tela A. 201,0; L. 249,5 cm.
©C2RMF/Thomas Clot

 


 

Comunicato stampa del Museo d’Orsay

 

traduzione di Andreina Mancini

 

 

Reso possibile grazie al sostegno dei Friends of Florence, il museo d’Orsay è lieto di annunciare – in occasione dell’apertura della mostra Manet/Degas, il restauro del Ritratto di famiglia (La famiglia Bellelli) di Degas, 1858-1869.

Capolavoro degli anni giovanili di Degas, tela finita più grande che abbia mai dipinto, il quadro testimonia i legami dell’artista con l’Italia. Dall’estate 1858 alla primavera dell’anno seguente, il pittore soggiorna a Firenze presso la zia Laure de Gas e il marito, il barone Gennaro Bellelli, allora in esilio in questa città.

Degas esegue numerosi studi della zia, dello zio e delle cugine, le piccole Giovanna e Giulia, in vista del monumentale Ritratto di famiglia – dipinto al quale continua a lavorare anche dopo il ritorno a Parigi, per esporlo infine nella capitale, otto anni dopo, al Salone del 1867.

Testimonianza dell’interesse del pittore per la pittura rinascimentale, e della sua profonda conoscenza della tradizione ritrattistica (da Holbein o Bronzino fino a Ingres), il quadro rivela la prodigiosa abilità del giovane artista, che analizza con particolare acume la psicologia dei suoi modelli.

Il Ritratto di famiglia, rimasto presso Degas fino al 1913, poi lasciato in deposito presso il mercante Durand-Ruel, resta in possesso dell’artista fino alla sua morte, nel 1917. Quest’opera emblematica sarà acquistata dallo Stato nel 1918, poco prima della vendita postuma.

 

                              Particolare a luce radente da sinistra

©C2RMF/Thomas Clot

 


 

Il Ritratto di famiglia presentava, tra l’altro, quattro grandi lacerazioni verificatesi molto presto nella storia dell’opera, restaurate con parti di rintelatura sul retro e con stucco. Nel tempo, questi vecchi restauri (visibili a occhio nudo) erano diventati particolarmente sporgenti, causando problemi di sollevamento in queste zone.

 

Particolare durante il Restauro

©C2RMF/Thomas Clot

 


 

Una vernice irregolare aveva inoltre causato una perdita di definizione delle figure e dei motivi, delle sfumature, dei piani e della profondità della composizione. Rintelato prima del 1918, restaurato nel 1984, da quasi quattro decenni il dipinto non era stato sottoposto a nessun intervento di rilievo.

Questo restauro è stato anche l’occasione per fare il punto su quest’opera fondamentale. Il restauro del Ritratto di famiglia è stato preceduto da approfondite ricerche documentarie sulla sua storia materiale durante la vita dell’artista fino al suo ingresso nelle collezioni nazionali nel 1918.

Contemporaneamente, l’opera è stata affidata al Centro di ricerca e di restauro dei musei di Francia (C2RMF) per essere analizzata in vista del restauro. È stata studiata la storia dei precedenti interventi sul dipinto, nonché il supporto e lo strato pittorico, grazie a esami accurati delle quattro lacerazioni e di altre vecchie alterazioni riscontrate sull’opera.

È stata effettuata una nuova campagna di acquisizione di immagini, comprendente in particolare una radiografia completa del dipinto, una riflettografia a infrarossi, una fotografia a infrarossi in falsi colori e numerosi dettagli in luce diretta.

Questi elementi, analizzati congiuntamente dalle squadre del C2RMF (Bruno Mottin, Laurence Clivet, Eric Laval, Thomas Clot), dei conservatori del museo d’Orsay (Anne Robbins, Isolde Pludermacher, Caroline Gaillard), e dei restauratori (Bénédicte Trémolières, Laurence Mugniot, Christian Chatellier), hanno permesso di chiarire la cronologia degli interventi sul quadro, dall’inizio ai giorni nostri.

Così la radiografia dell’opera, che comprende anche i bordi del dipinto, ha confermato la presenza di numerosi pentimenti, mentre la riflettografia a infrarossi ha rivelato tracce di disegni preparatori che passavano sopra gli stucchi del restauro: un’informazione fondamentale, poiché dimostra l’intervento dell’artista sul dipinto già lacerato e prova il suo coinvolgimento nel restauro dell’opera. Inoltre, la scoperta, sul supporto del dipinto, del marchio del restauratore Momper, attivo a Parigi tra il 1843 e il 1888, suggerisce che sia stato lui a eseguire queste vecchie operazioni di rintelatura e di stuccatura.

Lo studio dei disegni e degli studi preparatori del dipinto, condotto contemporaneamente all’esame delle immagini scientifiche, ha permesso di comprendere meglio le diverse fasi di elaborazione della composizione, le aggiunte e le modifiche successive.

Infine, la fluorescenza a raggi X, un metodo di analisi non invasivo, ha portato a una migliore caratterizzazione della tavolozza del pittore, così come a una conoscenza più dettagliata delle sue pratiche artistiche in questa fase della sua carriera.

Poiché lo studio anteriore al restauro e le prime prove di pulitura delle vernici hanno dimostrato che l’opera era sporca, le restauratrici hanno proceduto alla pulitura delle vernici stesse, rivelando così tutta la sottigliezza della materia pittorica e restituendo al dipinto la luminosità, la freschezza e l’accuratezza dei suoi colori.

 

 

      Particolare del timbro del restauratore Momper

©C2RMF/Thomas Clot

 


 

L’intervento sul supporto – compresa la rimozione delle tele di contorno – ha rivelato sui margini dell’opera la presenza di vecchi giornali, utilizzati al momento della rintelatura. La decifrazione di questi frammenti di giornale ha permesso di datare la rintelatura dell’opera intorno al 1885, un altro importante passo avanti nella nostra conoscenza della sua storia materiale.

Queste ricerche e questi interventi sul Ritratto di famiglia migliorano in modo significativo sia la stabilità che la conoscenza e la lettura di questo capolavoro, che sarà esposto accanto al Balcone di Manet nella mostra Manet/Degas a partire dal 28 marzo 2023.

 


 

La Fondazione Friends of Florence

 

La Fondazione Friends of Florence riunisce gli appassionati della città di Firenze per sostenervi progetti di restauro del patrimonio culturale. In via del tutto eccezionale, la Fondazione può essere coinvolta a livello internazionale quando il progetto è direttamente legato alla città. In collaborazione con gli American Friends Musées d’Orsay et de l’Orangerie, nell’estate del 2022 Friends of Florence ha appreso che l’opera di Edgar Degas, La famiglia Bellelli, aveva bisogno di un restauro.

Questo ritratto fu dipinto da Degas a Firenze, in occasione di un soggiorno presso la zia Laure de Gas e il marito Barone Bellelli, all’epoca in esilio: la Fondazione ha voluto dare il suo sostegno a questo restauro, in particolare grazie alla generosità di due membri del suo consiglio di amministrazione, Janet e Jim Dicke II.

 


 

Direzione della comunicazione Amélie Hardivillier, direttrice

 

Contatti stampa

Silvia Cristini : 0140494996 – silvia.cristini@musee-orsay.fr

Cécile Castagnola : 0140494996 – cecile.castagnola@musee-orsay.fr

Flore Mauvisseau : 0140494921 – flore.mauvisseau@musee-orsay.fr

 


 

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