Madonna del Latte con Bambino tra
S. Giovanni Battista e S. Bartolomeo
1365-1370


La pittura murale raffigurante la “Madonna del latte” con Bambino in trono tra San Giovanni e San Bartolomeo fu dipinta nel 1365 – 1370 dal Maestro della Cappella Rinuccini.
La pittura fu ricoperta da strati di imbiancatura, fu riscoperta nel 1839 e restaurata negli anni successivi. 1
1) 1842: Restauro del Prof. Antonio Marini. 1898: Restauro del pittore Galileo Chini. 1978: Restauro dell’Opificio delle Pietre Dure.
Nel 1960 circa fu distaccata dal suo supporto murario e riportata su un nuovo supporto mobile.2
2( 1960 circa: La pittura murale fu strappata da Dino Dini e Guido Botticelli.
Per quanto riguarda lo stato di conservazione si può ipotizzare che la pittura abbia subito in passato una pulitura con sostanze aggressive e/o corrosive, come dimostrano anche alcune aree dell’opera dove il colore risulta molto consunto se non addirittura assente.

Il confronto dei dati emersi dalle immagini fotografiche in IR fc, in UVfc, a confronto con quelle della fluorescenza indotta da sorgente UV, evidenzia alcuni aspetti conservativi e tecnici molto importanti.

Tra questi possiamo indicare: la presenza diffusa di materiale filmogeno superficiale di restauro, estraneo all’originale e la presenza di pigmenti particolari che si possono impiegare solo con tecnica a tempera come, ad esempio, il giallo di piombo e stagno, o a secco, come il blu azzurrite, il verde malachite e il cinabro.
Il materiale superficiale, estraneo all’originale è di doppia origine e natura perché sono presenti sia particellato solido incoerente mescolato a nero fumo, sia sostanze filmogene di natura sintetica (soprattutto in corrispondenza della campitura ad azzurrite del manto della Vergine), sia di natura inorganica, tipo ossalati.
L’azzurrite del cielo, infatti, oltre allo strato di particellato solido incoerente mescolato a nero fumo, presenta una patina disomogenea di ossalato di calcio di colore giallo-bruno, che fa virare il pigmento blu verso un colore blu-verde.


L’intervento di restauro ha previsto metodologie graduali di pulitura per rimuovere i materiali superficiali estranei all’originale. Le vecchie stuccature che sporgevano sopra il livello dell’intonaco dipinto sono state in parte rimosse e successivamente è stato applicato il nuovo intonaco in tutte le aree dove erano presenti le mancanze.
L’integrazione pittorica con il metodo dell’abbassamento di tono a velatura nelle abrasioni del colore e della selezione cromatica del colore sulle nuove stuccature con lo scopo di evidenziare e valorizzare il colore originale.
Il restauro ha cercato di restituire la maggiore leggibilità possibile all’opera e di esaltare la bellezza e i minuziosi particolari che contraddistinguono questa pittura meravigliosa che ho avuto la fortuna di restaurare.
Mi auguro che il mio lavoro sia apprezzato da tutti i visitatori in chiesa che amano l’arte e la rispettano, come provo a fare io ogni giorno quando entro in cantiere restaurando un’opera.
Sono fortunata di svolgere questo splendido lavoro.
Cristina Napolitano

COLOPHON
Madonna del Latte con Bambino tra S. Giovanni Battista e S. Bartolomeo 1365-1370
Lavoro finanziato da: Friends of Florence nell’ambito del Premio Friends of Florence Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze
Parroco della chiesa di Sant’Ambrogio e S.Giuseppe: Don Daniele Rossi.
Funzionaria di zona: Dott.ssa Jennifer Celani.
Indagini diagnostiche e foto del prima e dopo il restauro: Ottaviano Caruso.
Ponteggio: Gruosso Ponteggi.
Ringraziamenti: Paola Ilaria Mariotti, Guido Botticelli, Dott.ssa Maria Maugeri e Paolo Pianigiani.