La nuova luce per Michelangelo: la storia di un monumento

CRONOLOGIA DELLA SAGRESTIA NUOVA DI MICHELANGELO

 

1516

Nell’ottobre Michelangelo viene incaricato da papa Leone X tramite il cardinale Giulio de’ Medici della costruzione della facciata della basilica di San Lorenzo a Firenze, parrocchia dei Medici e perciò chiesa da loro protetta accresciuta e arricchita di opere d’arte. L’incarico è rilevante per l’importo dei lavori (si parla di 300.000 ducati) e segna la fine delle ostilità dei Medici verso Michelangelo, che non gli perdonavano di averli abbandonati durante la rivolta repubblicana del 1494. Nel giugno dello stesso anno Michelangelo aveva firmato un nuovo contratto con gli eredi della Rovere per la tomba del papa Giulio II, a Roma.

1518

Michelangelo segue i lavori di estrazione del marmo alle cave di Seravezza per le colonne della facciata di San Lorenzo. Nel trasporto a valle, una colonna precipita, muore un cavatore, altri si feriscono e lui stesso è in pericolo di vita. Francesco Maria della Rovere riconquista Urbino, Lorenzo de’ Medici scappa ferito a Firenze, si rifiuta di ritornare sul campo di battaglia, e l’anno dopo muore all’età di 26 anni.

1519

Nel giugno il cardinale Giulio de’ Medici, sempre in nome di papa Leone X de’ Medici, affida a Michelangelo la costruzione della cappella sepolcrale per i principi e duchi Medici, Giuliano e Lorenzo, rispettivamente fratello e nipote di Leone X, prematuramente scomparsi. Michelangelo accetta l’incarico e il lavoro per la così detta Sagrestia Nuova inizia nel novembre.

1520

A marzo, con grande dispiacere di Michelangelo, viene cancellata la commissione della facciata. Dal giugno Michelangelo è a libro paga per la costruzione della Sagrestia Nuova. Questa, nel complesso della chiesa, è speculare alla Sagrestia Vecchia di Brunelleschi, ne ha lo stesso impianto e dimensioni. Lo spazio è però articolato in maniera diversa con ordini architettonici sovrapposti e nicchie alle pareti che avrebbero dovuto essere riempite di statue, stucchi e pitture. Fa preparare un modello in legno delle nicchie a grandezza naturale, per dare alla decorazione parietale un rilievo non diverso da quello delle sculture. Concepisce soprattutto una particolare illuminazione funzionale a dare il giusto risalto all’intero impianto: la luce arriva dall’alto attraverso la lanterna posta a chiusura della cupola e attraverso le finestre aperte al primo ordine, sui lati nord e ovest, al terzo ordine, est e ovest, e un finestrone sul lato sud.

La Sagrestia Nuova è concepita come un tutt’uno, composto di sculture, con il loro programma iconografico, della decorazione parietale, dell’architettura e di questa illuminazione dinamica, che cambia durante le ore della giornata.

1521

E ultimata la struttura muraria del primo ordine, a partire dal 10 aprile Michelangelo fa estrarre il marmo per la decorazione architettonica e le statue.

1524

La struttura muraria della Sagrestia è terminata. A marzo Michelangelo annunzia di aver finito le cornici delle tombe dei duchi.

1525

Sulla cupola è collocata una lanterna con poliedro dorato.

1526

Estate, l’architettura della tomba di Lorenzo nella parete occidentale è quasi finita e inizia il lavoro per la tomba di Giuliano sul lato orientale. Secondo una lettera di Fattucci esistono a questa data otto modelli in terra cruda dei quali sono state quasi ultimate quattro statue. Secondo una lettera di Michelangelo del giugno 1526 sono pronte le quattro Allegorie delle ore del giorno, un Capitano, vale a dire Giuliano, e la Madonna destinata alla tomba dei Magnifici. Nelle settimane seguenti avrebbe iniziato il secondo Capitano, ovvero Lorenzo.

1527

I lavori si interrompono per la rivolta repubblicana di Firenze: per la seconda volta Michelangelo si schiera contro i Medici assumendo un incarico governativo nella revisione delle fortificazioni militari.

1530

Dopo due anni di assedio, il 12 agosto, Firenze si arrende alle truppe imperiali. All’atto della restaurazione medicea Michelangelo è costretto a nascondersi per sfuggire alla repressione e si rifugia in un luogo che è stato identificato con il vano da lui realizzato sotto la Sagrestia Nuova, la così detta “stanza segreta”, dove rimarrà circa due settimane. Papa Clemente VII (Giulio de’ Medici) gli fa sapere che intende perdonarlo; in cambio Michelangelo deve tornare a Roma per dipingere il Giudìzio universale e concludere la tomba di Giulio II.

1534

Michelangelo parte definitivamente da Firenze, lasciando la Sagrestia Nuova incompiuta e con le statue a terra.

1533-37

Raffaello da Montelupo esegue il San Damiano secondo un modello di Michelangelo, Giovan Agnolo Montorsoli esegue in modo prevalentemente autonomo il San Cosma.

1546

Le allegorie delle quattro parti del giorno sono sistemate sui sarcofagi dei principi per volere di Cosimo I de’ Medici su progetto del Tribolo.

1556-1559

Vasari prende in mano il progetto di allestimento della Sagrestia Nuova di Michelangelo e lo compie così come oggi si vede, con la sistemazione delle tombe dei Magnifici Lorenzo e Giuliano nel sarcofago dove pone sopra la Madonna di Michelangelo e i santi Cosma e Damiano degli allievi.

1562

Cosimo I nomina Vincenzo Borghini fra i canonici di San Lorenzo. 1563

Nella Sagrestia Nuova ha sede l’Accademia delle Arti del Disegno. L’allestimento è completato secondo i progetti ideologici di Cosimo I

1564

In San Lorenzo viene celebrato il trionfale funerale del divino Michelangelo con un allestimento curato dal Borghini e dagli accademici guidati da Vasari.

1604

Ferdinando I de’ Medici dà il via alla costruzione della Cappella dei Principi, voluta dal padre, Cosimo I. La grande cupola della Cappella in alcuni periodi dell’anno modifica le condizioni di luce naturale nella Sagrestia Nuova.


 

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