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SCHEDA STORICO ARTISTICA
Annunciazione datata 1444 Attr. Neri di Bicci
Tempera su tavola, cm.150 x 160 cornice compresa
Dott.ssa Silvia Benassai
Funzionaria Storica dell’Arte Soprintendenza ABAP per la Città Metropolitana di Firenze e la Provincia di Prato
Chiesa di S. Agata, Firenze. La tavola raffigurante l’Annunciazione collocata nella chiesa di Sant’Agata a Firenze fu attribuita per la prima volta a Neri di Bicci da Matteo Marangoni nel 1915. Un’iscrizione posta in primo piano nella parte bassa del dipinto ne rende nota la datazione e la committenza del dipinto, realizzato alla metà di settembre del 1444 su commissione di Suor Sandra di Francesco di Niccolò Riccialbani, il cui padre fu capitano di Pistoia nel 1400 e Podestà di Prato nel 1404.
Il modello iconografico della composizione è il celeberrimo affresco della cosiddetta ‘Annunciazione fiorentina’, il dipinto murale trecentesco considerato miracoloso dalla devozione popolare, ubicato nella controfacciata del santuario della Santissima Annunziata. La datazione molto precoce di quest’ultima tavola, unita a un impianto compositivo semplificato e a un’impronta stilistica ancora profondamente legata a stilemi tardogotici, inducono a collocare il dipinto tra i numerosi esempi della produzione uscita dall’avviatissima bottega del padre di Neri di Bicci, Bicci di Lorenzo, titolare di una vera e propria impresa commerciale cui la committenza si rivolgeva per avere risultati di livello qualitativo in tempi relativamente brevi.
Si può, infatti, ipotizzare che la commissione della tavola sia stata allogata a Bicci, cui potrebbe spettare l’idea compositiva e che Bicci abbia affidato la realizzazione del dipinto al figlio Neri, uno dei suoi collaboratori. L’opera sembra costituire, dunque, il risultato della collaborazione del padre con il giovane figlio, la cui mano è stata rilevata nelle tipologie fisionomiche dei personaggi.
Stringente è il confronto tra l’Annunciazione di Sant’Agata e la tavola di ugual soggetto della chiesa fiorentina di Sant’Angelo a Legnaia nel 1440 ma anche con l’analoga scena della tavola della chiesa della Madonna della Salute a Borgo a Buggiano del 1442, a conferma della diffusione di questi fortunati modelli oltre che in città, anche nel contado.
Lo stile acerbo del dipinto di Sant’Agata, evidente in alcuni dettagli come certe incongruenze dell’impianto architettonico o l’ingenuità con la quale sono rese le volumetrie anatomiche al di sotto dei panneggi, non impedisce, tuttavia, di apprezzarne il fresco linguaggio narrativo, che ben si adatta alla sentita offerta votiva di Suor Sandra per l’anima sua e della madre.
Appena oltre la metà degli anni Quaranta del ‘400, circa tre anni dopo la realizzazione della tavola di Sant’Agata, Neri di Bicci dovette assumere la direzione della bottega del padre, che scomparve nel 1452.
Il nostro dipinto, dunque, testimonia un momento di passaggio tra la cultura tardogotica, in cui si colloca la formazione di Neri, e le nuove istanze della pittura del primo Rinascimento, rappresentate in special modo da Filippo Lippi, Domenico Veneziano e Beato Angelico, che ebbero largo successo nella Firenze sulla metà del Quattrocento.
RELAZIONE TECNICA DI RESTAURO
di Muriel Vervat
Annunciazione datata 1444 Attr. Neri di Bicci
Tempera su tavola, cm.150 x 160 cornice compresa Chiesa di S. Agata, Firenze.
L’opera che raffigura l’Annunciazione è realizzata su un supporto in legno di pioppo, formato dalla giuntura verticale di 4 assi, tenute insieme da 2 traverse.
Nella scheda dell’opera del Catalogo Generale dei Beni Culturali del 1976 le condizioni della tavola sono così descritte:
“Colore sporco, crettature, profonda fenditura verOcale, cadute di colore”, con termini che avremmo potuto utilizzare 50 anni dopo, in occasione di questo restauro.
La superficie pittorica era ricoperta da uno spesso strato di sporco ambientale, di vernici ingiallite e di ridipinture, effettuate in corrispondenza di antiche cadute di colore.
Lungo entrambi i lati verticali della tavola, per una larghezza di circa cm. 10, si notavano due strisce di colore marrone scuro, dipinte in modo molto grossolano, che coprivano il legno grezzo del supporto ligneo.
Sicuramente in origine era previsto un listello dorato sagomato perimetrale come quello che si ritrova su un’Annunciazione nella chiesa di Santa Trinità, sempre per mano di Neri di Bicci, simile a quello della tavola della chiesa di S. Agata. È stata documentata la situazione globale dell’opera prima dell’intervento.
In collaborazione con la ditta di Ottaviano Caruso, si sono eseguite delle riprese fotografiche della fluorescenza da ultravioletti per valutare e documentare le alterazioni della vernice e i vecchi ritocchi pittorici presenti sul colore e un esame riflettografico ad infrarossi, con vari livelli di riprese, finalizzato principalmente alla visualizzazione del disegno preparatorio sottostante.
Il supporto ligneo presentava delle sofferenze legate alle due traverse inchiodate che sono state sostituite e sono state risanate le fenditure verticali del tavolato da parte della ditta Relart di Roberto Buda che ha anche trattato il supporto per un attacco da insetti xilofagi.
Il restauro ha restuito leggibilità alla tavola di Neri di Bicci; sono emersi il vero colore, grigio chiaro, della pietra dell’architettura in contrasto con la chioma scura degli alberi sullo sfondo, l’incarnato dalle tonalità pastello del volto della Madonna e dell’angelo e tutta la luminosità della raggiera di luce che annuncia la presenza del Dio Padre.







